Determinismo e libertà dalle passioni

A: «Come fai ad essere così tranquillo?»

B: «Perché non considero banali i testi di Seneca.»

A: «Oh!! Ma neanche io li considero banali, per carità!»

B: «Non puoi dire che sono banali, ma lo pensi. Sennò cercheresti il modo di mettere in pratica quei precetti.»

A: «Ci provo! Non ci riesco!»

B: «Gli ostacoli sono dentro di te. Trova cosa ti rende impossibile vivere con semplici concezioni come “Se è causato dalla Provvidenza non può essere un male. Se è voluto dal caso, con chi te la prendi?” Perché non riesci a far tuo questo concetto? Te lo dico io: non hai la mente lucida, perche è turbata dalle passioni. Questa deve essere la tua unica grande passione: la gioia. Questa è la passione che devi alimentare. Si mangiera tutte le altre e ti rendera sia giocoso che lucido. Unirai irrazionalita e razionalita.»

A: «Come faccio!!!!!!»

B: «Sappi che tu meriti amore. Non sei colpevole delle tue colpe, anche se la tua percezione dell’io unificato ti fa credere che tu sia responsabile di cio che accade in te. È forse da accusare un albero per essersi spezzato un ramo e per averlo fatto cadere giusto giusto in testa a un bambino? Non sarebbe folle accusare l’albero? Beh noi siamo enti naturali simili all’albero. La differenza sta nel fatto che svolgiamo una funzione diversa (non si sa quale) nell’universo e che abbiamo una coscienza che unifica le percezioni e ci da il senso dell’io, e con esso il senso della responsabilità. La natura ci illude facendoci credere di stare agendo, ma noi in realta siamo automatici. La coscienza crea solo successivamente alle nostre azioni delle percezioni che le giustifichino. Per questo siamo enti razionali e culturali. La domanda sul perche esista in natura questo senso dell’io unificato porta al misticismo. Questo per dirti cosa? Meriti di essere felice. Lo meriti. Perché la tua infelicità è causata dal fatto che pensi di stare agendo male o che qualcuno agisca male nei confronti tuoi o del mondo. In realta niente dipende da noi. Quindi non incolpare ne te ne il mondo. Il mondo non è ne giusto ne ingiusto. Perché la cultura, che ha creato le idee di bene e male, non rappresenta l’essenza del mondo. La cultura ti da dei consigli su come agire, quelli che funzionano, cioe quelli che ti danno gioia, sono il bene, il resto sono il male. Se qualcuno agisce male nei tuoi confronti, sappi che prima di tutto agisce male nei suoi. Ma in futuro potresti anche comprendere come quel fatto non sia stato un male. Neanche subire un assassinio è un male, perché quell’evento è anche parte di un qualcosa di predeterminato. A turbarti in quel caso è il tuo attaccamento alla vita, perché non capisci che gli atomi della tua carne sono presi in prestito, e l’idea che l’uomo abbia una volonta diversa da quella che ha un vulcano quando erutta e fa stragi. E la paura della morte. Socrate non fu forse assassinato? Anche se in maniera meno cruda? E lui accettò questo fatto, riducendo di molto la sofferenza, e dunque il male. Comunque. Osserva chi è felice e pensa che è anche un tuo diritto. Se scatta in te questa molla, svilupperai l’intuizione interiore che ti aiuterà. Tutto si gioca sulla motivazione, che alimenta la volonta buona. Poi osserva cio che dentro di te ti causa del male, percepisci il male se vuoi il bene. Devi pensare di meritarlo. Ma anche gli altri lo meritano, quindi il tuo bene non sia di ostacolo ad altri. Se vuoi il tuo bene, cio che è male non lo vuoi. Quindi cosi cominci a non voler essere posseduto da passioni negative. Si cresce cosi: amandosi e osservandosi».

B: «Hai ragione. Non riesco a vivere con lucidità. Perché anche sapendo questo non riesco a vivere in coerenza a questo.»

A: «Non basta sapere. Se acquisisci la conoscenza dagli altri non ti è utile, perché non arriva bene alla tua parte irrazionale. Devi intuire tu che tutto questo è reale, cosicche questa consapevolezza giunga anche alla tua irrazionalita. E devi volerti bene. Scava inoltre piu a fondo, e capirai che l’uomo che è preda della sua sofferenza rifugge la saggezza, perché vuole soffrire. È convinto che debba soffrire. Molti tra quelli che predicano la pace in modo combattivo, si sono sporcati cosi tanto dal loro modo di fare che non saprebbero vivere in una situazione di pace. Si sono corrotti. Molte persone saprebbero vivere solo soffrendo. Indaga. Cerca di capire se vuoi veramente essere felice. E cosa ti ostacola. Per questo ti insisto dicendoti che meriti amore e gioia. Riconoscilo, indaga sul senso della vita e capirai che dico il vero, amico mio caro».

Se il libero arbitrio è un’illusione, giustizia è dare a ciascuno ciò di cui ha bisogno. Subire una pena, per una persona, significa subire un’ingiustizia sull’ingiustizia, in quanto la persona non ha arbitrio, non ha sbagliato, ma ha subito i suoi sbagli, subire una pena significa subire ingiustizia che nasce da un’ulteriore ingiustizia.