Pensieri

“Non sei educato bene sin quando non sei felice, se hai buone maniere ma sei infelice sei maleducato. Questo perché l’educazione è un processo che tende all’insegnamento di principi necessari ad azioni utili e necessarie, e giacché il principio che muove le nostre azioni è il piacere o la felicità o la serenità d’animo, chi non tende a questi necessariamente non è educato bene”

“La felicità è come un computer fluido, il computer è fluido, funziona, perché non è appesantito. La tristezza appesantisce l’anima dell’uomo, e la felicità è la leggerezza d’animo. Ce l’hai quando non sei appesantito. E non sei appesantito se ti pulisci e se previeni la sporcizia.”

“Il problema non sono tanto le istituzioni, ma la dipendenza che ha l’uomo dalle istituzioni. Le istituzioni nascono per soddisfare bisogni comuni, ma sin quando delegheremo ad esse questa importante mansione noi dipenderemo da esse. E il potere logora l’uomo. Dunque più che andare dalle istituzioni, bisogna andare dall’uomo e renderlo autonomo e autosufficiente, insomma, libero!”

“Passo la vita con la consapevolezza che i castelli che costruisco sono di sabbia e col ricordo che esiste il mare”

“Ogni volta che giudichi ti dai un colpo di zappa sui piedi. Solo quando smetti di colpirti (giudicare) noti quanto sollievo ottieni”

“Posso avere ragione prima che il tempo mi dia ragione. Nel frattempo pero non posso imporre, bensi solo proporre, la mia ragione sulla ragione dominante nella tappa evolutiva in cui mi trovo ad essere, quello non spetta a me”

La differenza tra me, che voglio cambiare il mondo, ed egli, che non vuole cambiare il mondo, sta nell’ipocrisia?”

“A primo impatto, se mi dicono che l’ordine esistente è voluto dalla Provvidenza e che il mondo funziona così, rabbrividisco… ogni giorno, però, passo davanti al mendicante, lo guardo, questo sì, ma poi vado avanti, per la mia strada…”

“Ha capito più, sul mondo, il giullare, che io disprezzo, o il professore, che io ammiro?”

“Dovrei prendere esempio, nel modo di vivere, da un professore, o da un gabbiano? “

“Felice e infantile, o triste e intelligente? Ma coloro che hanno ragione, non sono forse, quelli che sono felici?”

“Mi capita di idolatrare degli avatar per sentirmi dalla parte di chi fa il bene… poi mi ricordo che io non faccio quello che gli avatar che ammiro hanno predicato.. e qui mi accorgo delle mie contraddizioni… dovrei smetterla di idolatrarli! Perché questo mi dà l’illusione che io sia grande tanto quanto loro… ma noi non siamo quello che diciamo!”

“Io certe volte lo ricordo che l’uomo che mi vedo davanti è il frutto di una serie di cause e concause che non sono dipese strettamente da lui… e allora mi ricordo della compassione.. ma dopo un po’ ritorno a criticare.. però lo so che questo è stupido… e che dovrò vedere le sofferenze degli altri per poterli amare… più che sapere che sono così perche hanno sofferto.. io devo vedere le sofferenze degli altri! Senno non avrò agito secondo ragione, e per ora non agisco, di certo, secondo ragione!”

“La differenza tra un ignorante ed un intellettuale sta nella quantità di illusioni-guida costruite.”

“L’avere una coscienza, l’avere la possibilita di contemplare la vita, è un dono meraviglioso. Il problema è che questa coscienza è finalizzata alla contemplazione che da pace nel cuore o comunque è una specie di giocattolo col quale divertirsi a dare nomi alle cose. (Per comprendere ciò che voglio trasmettere, devi necessariamente provare a guardare la realtà senza etichettarla o giudicarla. Guarda gli oggetti e non definirli. Guarda le persone e non definirle. Non definire nulla) La coscienza è un gioco col quale vedere la vita in maniera giocosa. Il dramma viene quando questo gioco viene preso sul serio, li ha inizio l’alienazione. Quando il gioco diventa una cosa seria, li è la follia. Da cosa comprendo che la coscienza è un dono meraviglioso? Dal fatto che l’uomo e’ privilegiato nell’averla. Siccome noi esseri umani non ci rendiamo conto della nostra posizione nell’universo, del fatto che noi siamo una minimissima parte delle speci viventi, allora pensiamo che poter percepire in modo cosi intelligente la realta sia una cosa dovuta, ma non è dovuto affatto questo. E a cosa serve poter percepire la realta se i concetti che costruiamo ci fanno soffrire? Come utilizziamo questo meraviglioso dono?”

“Gran parte del denaro è spesa per vivere situazioni, che però non possono essere godute se non si ha la mente sgombra. Qui l’illusione della non sufficienza del denaro. Quando accade che si riconosce la necessità di una mente piu sgombra, accade anche che i bisogni vengano man mano diminuendo, e con essi la necessità di avere molto denaro”.

“Gli dei parlano tra loro per mezzo degli uomini?” (Esiste il libero arbitrio o l’Universo dialoga da solo?)

“Non sono gli alberi tra la città, è la città tra gli alberi”.

“La bontà si ha quando il nostro cuore riceve delle verita sulla nostra situazione esistenziale” (Necessitiamo di amare e di essere amati, e chiaramente quando si comprende ciò, non si può non essere buoni, a meno che in noi stia qualche follia, e la gran parte delle persone vive nella follia, perché rifugge da ciò di cui più necessita)

“Il livello di gioia è inversamente proporzionale al senso del sé separato”. (Infatti la felicità non deriva che da un senso di armonia con il mondo, che si ha in seguito all’aumento di autostima causato dalla conoscenza dei migliori lati di sè, e quindi in seguito alla conoscenza del modo migliore con cui interagire col mondo)

Lo “stolto” (o lo “stupido”) non può comprendere il “saggio” (o l’intelligente), ma il “saggio” diventa “stolto” se non lo comprende. Con la comprensione finisce il biasimo. A catena finisce l’odio e si comincia ad instaurare la pace. La pace ti serve ad essere piu sereno e meno turbato. L’essere piu sereno e meno turbato serve a realizzare la tua natura. Quando avrai realizzato la tua natura sarai un granello di sabbia funzionante all’interno del tutto, e il tutto ti ricompensera con sensazioni di gioia. Sarà questa una possibile spiegazione al fatto che “i buoni vengono ricompensati col paradiso”?”

“È la vita ad essere un passaggio, non la morte”

“Poiché la felicità è l’amore, e l’amore è essenzialmente comprensione, diffida da chi, esplicitamente, o implicitamente, ti porta all’odio, e non alla comprensione, di qualcuno/qualcosa, perche quell’odio turba il tuo animo. Diffida anche da me che in questo momento ti sto esortando a diffidare (portandoti implicitamente all’odio) di quelle persone. Ma la questione è complessa…”

“La societa con le sue strutture non è altro che la materializzazione dell’evoluzione dell’animale uomo. Dalle scienze comprendiamo come l’animale uomo si è evoluto nel tempo. Dalla Storia comprendiamo quale impatto abbia sul mondo il livello di evoluzione dell’uomo”

“Una persona può pregiarsi della sua cultura sino a quando tiene chinata la testa rispetto al cielo. Basta osservare l’universo per cogliere la limitatezza della nostra ragione e per ricordarci che la logica è uno strumento di convenzione”

“La sofferenza in sé è un mare agitato, se anziche imprecare per le onde impari a remare, ti puo condurre nell’isola della felicità. La motivazione del remare è la fede nella possibilita di quest’isola, nella possibilità di poterla raggiungere ora.
La sofferenza ci puo fare capire che “non stiamo funzionando” , è un sintomo, una febbre. Se riconosciamo la funzione della sofferenza essa sarà vista da noi come il genitore severo che durante l’adolescenza non capivamo ma che poi abbiamo ringraziato.”

“L’infelicita è sintomo di ignoranza su questioni profonde.

Paradossalmente, tanto più vai al nocciolo delle cose in modo profondo, tanto meno importanti le consideri (vivendo leggermente e quindi piu felicemente). Tanto meno profondamente te ne occupi, tanto piu importanti ti appaiono.

La consapevolezza della complessita ti porta a pensare “ma quanto è inutile che ancora perda tempo su queste cose?” Qui la leggerezza

L’inconsapevolezza della complessita ti fa subito trovare un colpevole e questo genera in te odio e quindi infelicità.”

“Nella maggioranza delle situazioni sono i bisogni ad essere troppi piuttosto che i soldi ad essere pochi, lavora su cio che è sicuramente in tuo e solo tuo potere: i bisogni, che derivano dal vuoto interiore che non sai colmare con le cose gratuite (es. la contemplazione di formiche che portano al proprio formicaio una mollica di pane… l’hai mai provato? Da la stessa gioia che darebbe un qualche servizio a pagamento)”

“L’amore incondizionato vi è quando l’essenza è liberata. Non è un amore ideale, non è amare in virtù della virtù dell’amore. Una persona libera da ogni sentimento negativo ama spontaneamente senza condizioni tutto il creato, perché le condizioni sono ostacoli, e gli ostacoli non sono altro che i sentimenti negativi. Questi ostacoli si superano amandoli, imparando con pazienza ad amare la negatività l’ostacolo non sarà piu tale perché sarà amabile e quindi non generando sofferenza non si può considerare tale. Cioe non è più negativo. L’amore rende le cose negative positive. Ma non si impone, nasce spontaneamente da una conoscenza profonda. In questo sta il nostro lavoro, sviluppare la capacità di amare.”

“Dio è amore e totalità. Il diavolo è separazione (da dio) e odio. Dio lo troviamo quando viene meno il senso di separazione, cioè quando non abbiamo più la necessità di sentirci unici e diversi, quando riconosciamo la nostra posizione nel cosmo e viviamo secondo questa consapevolezza.

Una formica regina agli occhi delle altre è chissa cosa, agli occhi nostri cosa è? Una formica un po piu grande delle altre…

Inoltre non è Dio a punirti se non lo “segui” , ma sei tu ad “autopunirti” , solo a causa dell’ignoranza di quanto bello sia, se non lo segui, perche sei tu ad escluderti dalla grande festa del cosmo, perche incentrato su di te non ti accorgi della bellezza della grande opera.

Il diavolo è quella cosa che ti fa credere di essere piu di un granello di sabbia, tu puoi credere di essere piu di un granello, ma soffrirai tutte le volte in cui la vita ti ricordera che non lo sei, soffrirai perche faticherai per confermare a te stesso e agli altri di essere piu di un granello di sabbia. Le tentazioni sono i desideri che vogliono il veleno credendolo medicina.”

“Quante volte le reazioni che abbiamo di fronte ad un problema amplificano il danno che quel problema ci ha creato? Tuttavia il fumo della rabbia non ci fa scorgere questo”

“Se non condividi con Dio, soffrirai per la sua mancanza. Piu ti separi dal tutto, spiritualmente o fisicamente, piu soffri. Più odi il mondo, più soffri. Esempio pratico: trova una giustificazione per ogni azione di un tuo “nemico” che renda ingiustificato il tuo odio verso di lui. Comprendi il tuo nemico, sentirai un senso di unione, e troverai Dio.”

“Piu odi gli altri, piu sei ignorante su te stesso. Piu odi gli altri, piu devi lavorare su te stesso. Se conosci i tuoi demoni, il tuo odio nasce dalla stoltezza. Tutti noi abbiamo da innaffiare la nostra sterpaglia, che sta posta sempre all’ombra del giardino. Quando essa fiorisce, ecco la santità, l’unità.”

“L’amore è dio stesso che per mezzo di te e l’altro rafforza l’universo.”

“Ti distacchi dagli altri in virtù di una tua superiorità morale, tuttavia il grado di santità si vede dalla capacita di amare i nemici. Questa è la bonta ideale. Quindi tu, che pensi di odiare perche ti ritieni “migliore” , devi analizzare bene te stesso”

“In un cielo nuvoloso, cerca lo spazio tra le nuvole. I nuvoloni non dipendono da te, dipende da te quello che cerchi in quello che ti ritrovi.”

“Ci vuole tempo per capire che ci vuole un attimo”

“La bontà è aver compreso che per essere in pace con sé stessi è fondamentale esserlo con gli altri. O è aver trovato la pace con se stessi e non sentire il bisogno di muovere conflitti con gli altri, che lasciano delle tossine nella nostra interiorità”

“Ci ammazziamo tra noi per poter dire “io sono x e non y”. Per delle etichette ci scanniamo! Dii alla tua parte di mente razionale, di dire a quella irrazionale, che è inutile lottare e faticare per sentirsi in un modo, in quanto tutto cio che è etichetta è cultura, e tutto ciò che è cultura è frutto della mente, limitata, dell’uomo. Non potremo mai sapere cosa diamine siamo!”

“A: Cosa rende il saggio tale?

B: Il saggio ama se stesso, questo amore profondo di sé lo ha spinto all’indagare sulle sue ripetute sofferenze. Lo stolto è in continua lotta, vivendo sulla superficie, non comprende la natura degli eventi e non sa regolarsi. Subisce ripetutamente le stesse sofferenze ma non è presente in lui quello scatto di amore per se che provoca le domande liberatorie. Per rendere saggia una persona bisogna anzitutto darle amore. Spingerla a prendersi cura di se. L’amore di se porta qualsiasi persona alla saggezza”

“Se consigli agli altri comportamenti che non hai fatto tuoi, e lo fai ripetutamente, stai fuggendo da te stesso accontentandoti di aiutare gli altri. Ma quanto preziosi e veraci possono essere i tuoi consigli, se non li hai sottoposti al vaglio della tua personale esperienza? In genere chi fa cosi vive passivamente e in uno stato di inerzia e smarrimento. Analizzati.”

“Non è la vita a tua disposizione ma sei tu a disposizione di essa. Anche quando segui la tua essenza, essa ha origine nella natura. Una natura che non si crede natura che serve la natura. Preparati dunque a quando la natura richiederà la “tua” carne indietro. Ama la vita, non dare per scontato che tu debba esistere, sii grato.”

“È pericoloso per sé e per la società vivere basando la propria esistenza su un’idea. Se passo dieci anni della mia vita in modo triste perche credevo che il mondo stesse andando in rovina, e poi, a giochi fatti, vedo che la direzione verso cui si andava era ottima, nasce un dramma. Ho sofferto cosi tanto per il nulla! Se baso la mia vita pensando di essere negativo in questo e in quello, e poi ad una situazione rispondo, con mia sorpresa, in maniera positiva, ho sofferto per il nulla. Questo è drammatico. La migliore cosa è assumere un comportamento scientifico, cioè ridimensionare l’importanza delle idee, vederle come strumento di comprensione e allo stesso tempo avere la lucidita mentale di poterle mettere in discussione. Avere plasticita, essere disposti a rivalutare tutto e, in due parole, essere distaccati da esse. Basare la propria vita sulle sensazioni piu che sulle idee”

“L’intelligenza muove la comprensione, che muove l’amore, che muove la pace, che sfocia nella libertà. La libertà è assenza di conflitto, cioè è imperturbabilità. Credere di avere potere su avvenimenti esterni è illusione, poter contare su se stessi e solo su se stessi è forza e libertà. Cioè è indipendenza. Non c’è libertà senza imperturbabilità. La liberta è la facolta di felicemente poter fare a meno di tutto”

“Non ti opprime chi ti nega dei soldi, ma chi ti nega di essere felice. Se basi la tua felicità sui soldi, dipenderai dal sistema. E quindi chi ti nega i soldi ti opprime. Se scopri che c’è una gioia interiore slegata da ogni causa, quindi una gioia indipendente, allora lì si realizza la libertà, allora lì capisci che eri tu stesso a metterti delle catene.”

“L’ideale è una barca e la vita è il mare. Se la barca sbanda tra le onde, chiediti se sia dovuto alla sua struttura, magari fragile, o al tuo modo di condurla. Se è la barca il problema, cambiala. Non vergognarti del fatto che possa essere reso pubblico il fatto che hai sbagliato barca. Guarda alla meta finale. Se invece la barca è buona, perche altri con la medesima sono riusciti, allora devi capire cosa è che ostacola la tua volontà buona, o se quella barca è adatta a te o no. Ma non preoccuparti se la barca non è adatta a te, un ottimo timoniere non sarebbe nulla senza il taglialegna che gli ha fornito il legno. L’umilta non è altro che un timoniere consapevole di questo. Destreggiati come vuoi e puoi, una funzione importante l’avrai sempre, sappilo. Da morto saresti una fonte di ricchezza per i vermi.”

“Siamo responsabili delle nostre azioni tanto quanto siamo responsabili dell’azione dei nostri organi e delle nostre funzioni vitali”

“Non è la vita a tua disposizione bensi sei tu a disposizione di essa, la sofferenza nasce da una resistenza della mente agli avvenimenti della vita. Per questo è importante fluire, non resistere, rendersi pronti alle esigenze del tutto…”

“La vita è sorda e tirannica. La vita è capricciosa. Se ti opponi ad essa non puoi che soffrire. Se ti opponi ad essa non hai scampo. Devi accettarla per quella che è. Se lo fai veramente, ti senti ripagato da questa accettazione. Se non lo fai, essa non solo ti è indifferente ma aumenta anche la dose di sofferenza. Chi opera un cambiamento autentico, lo fa perche anzitutto ha fatto pace con la vita”

“Capita che la lotta sia frutto di egoismi che si scontrano. E allora l’egoismo che perde accusa quello che vince di essere egoista!”

“Il pensare è un ascoltare?”

“Hai idea di quando devi fare un grosso lavoro? Come lo fai? Pezzo per pezzo. Se pensassi sempre a quanto vasto e lungo esso sia, non avresti la concentrazione giusta per farlo bene. Avresti l’ansia. La vita è cosa simile. Se la dividi in un numero imprecisato di attimi, tutto andrà meglio. Se ti concentri sempre nell’attimo, che non vuol dire non avere progettualita, scomponi tutte le sensazioni brutte e belle e avrai più pace”

“Dalla tua irragionevolezza, scopri la tua sofferenza. Un uomo irragionevole è mosso da passioni che lo turbano. Queste passioni sono medicine sbagliate. Te ne puoi accorgere solo se provi quelle giuste. Ti vedrai guarito e vedrai come nemica quella passione che prima ti trasportava di qua e di la, e tu sprecavi tempo ed energia per giustificare quel folle andamento.”

“La conoscenza è l’intuizione del movimento meccanico. Se sai com’è il meccanismo, sei in pace con esso, danzi con l’ingranaggio. Se non sai come esso ruota, lo colpisci o ne vieni colpito. Osservare e agganciare. Se sei gioioso hai agganciato”

“Se vuoi possedere, diventi posseduto da ciò che vuoi possedere. Non è detto che sia un male.”

A: «Come fai ad essere così tranquillo?»

B: «Perché non considero banali i testi di Seneca.»

A: «Oh!! Ma neanche io li considero banali, per carità!»

B: «Non puoi dire che sono banali, ma lo pensi. Sennò cercheresti il modo di mettere in pratica quei precetti.»

A: «Ci provo! Non ci riesco!»

B: «Gli ostacoli sono dentro di te. Trova cosa ti rende impossibile vivere con semplici concezioni come “Se è causato dalla Provvidenza non può essere un male. Se è voluto dal caso, con chi te la prendi?” Perché non riesci a far tuo questo concetto? Te lo dico io: non hai la mente lucida, perche è turbata dalle passioni. Questa deve essere la tua unica grande passione: la gioia. Questa è la passione che devi alimentare. Si mangiera tutte le altre e ti rendera sia giocoso che lucido. Unirai irrazionalita e razionalita.»

A: «Come faccio!!!!!!»

B: «Sappi che tu meriti amore. Non sei colpevole delle tue colpe, anche se la tua percezione dell’io unificato ti fa credere che tu sia responsabile di cio che accade in te. È forse da accusare un albero per essersi spezzato un ramo e per averlo fatto cadere giusto giusto in testa a un bambino? Non sarebbe folle accusare l’albero? Beh noi siamo enti naturali simili all’albero. La differenza sta nel fatto che svolgiamo una funzione diversa (non si sa quale) nell’universo e che abbiamo una coscienza che unifica le percezioni e ci da il senso dell’io, e con esso il senso della responsabilità. La natura ci illude facendoci credere di stare agendo, ma noi in realta siamo automatici. La coscienza crea solo successivamente alle nostre azioni delle percezioni che le giustifichino. Per questo siamo enti razionali e culturali. La domanda sul perche esista in natura questo senso dell’io unificato porta al misticismo. Questo per dirti cosa? Meriti di essere felice. Lo meriti. Perché la tua infelicità è causata dal fatto che pensi di stare agendo male o che qualcuno agisca male nei confronti tuoi o del mondo. In realta niente dipende da noi. E il mondo non è ne giusto ne ingiusto. Perché la cultura non rappresenta l’essenza del mondo. La cultura ti da dei consigli su come agire, quelli che funzionano, cioe quelli che ti danno gioia, sono il bene, il resto sono il male. Se qualcuno agisce male nei tuoi confronti, sappi che prima di tutto agisce male nei suoi. Ma in futuro potresti anche comprendere come quel fatto non sia stato un male. Neanche subire un assassinio è un male, perché quell’evento è anche parte di un qualcosa di predeterminato. A turbarti in quel caso è il tuo attaccamento alla vita,perché non capisci che gli atomi della tua carne sono presi in prestito, e l’idea che l’uomo abbia una volonta diversa da quella che ha un vulcano quando erutta e fa stragi. E la paura della morte. Socrate non fu forse assassinato? Anche se in maniera meno cruda? E lui accettò questo fatto, riducendo di molto la sofferenza, e dunque il male. Comunque. Osserva chi è felice e pensa che è anche un tuo diritto. Se scatta in te questa molla, svilupperai l’intuizione interiore che ti aiuterà. Tutto si gioca sulla motivazione, che alimenta la volonta buona. Poi osserva cio che dentro di te ti causa del male, percepisci il male se vuoi il bene. Devi pensare di meritarlo. Ma anche gli altri lo meritano, quindi il tuo bene non sia di ostacolo ad altri. Se vuoi il tuo bene, cio che è male non lo vuoi. Quindi cosi cominci a non voler essere posseduto da passioni negative. Si cresce cosi: amandosi e osservandosi.»

B: «Hai ragione. Non riesco a vivere con lucidità. Perché anche sapendo questo non riesco a vivere in coerenza a questo.»

A: «Non basta sapere. Se acquisisci la conoscenza dagli altri non ti è utile, perché non arriva bene alla tua parte irrazionale. Devi intuire tu che tutto questo è reale, cosicche questa consapevolezza giunga anche alla tua irrazionalita. E devi volerti bene. Scava inoltre piu a fondo, e capirai che l’uomo che è preda della sua sofferenza rifugge la saggezza, perché vuole soffrire. È convinto che debba soffrire. Molti tra quelli che predicano la pace in modo combattivo, si sono sporcati cosi tanto dal loro modo di fare che non saprebbero vivere in una situazione di pace. Si sono corrotti. Molte persone saprebbero vivere solo soffrendo. Indaga. Cerca di capire se vuoi veramente essere felice. E cosa ti ostacola. Per questo ti insisto dicendoti che meriti amore e gioia. Riconoscilo, indaga sul senso della vita e capirai che dico il vero, amico mio caro».

L’azione ingiusta, immorale, deriva dal fatto che nel profondo del cuore nostro sentiamo che il mondo sia ingiusto con noi. E reagendo ingiustamente, tuttavia, non facciamo che ricevere altrettante ingiustizie. E la sofferenza così va crescendo. Cosa fare? Riflettere e vedere che: tutto accade. Poi capire che la cultura (e le idee di giusto/sbagliato) non rappresenta l’essenza del mondo. Il mondo è neutro, non è ne giusto ne ingiusto. Puoi prendere le idee della cultura, metterle in pratica, e da li stabilire cosa è bene, cosa è male. Capirai che l’agire “bene” serve per farti vivere bene, perche siamo tutti collegati. Il bene che dai, se è autentico, lo ricevi mentre lo dai. Per questo è utile agire moralmente. Azzererai anche i conflitti con gli altri. Anche se possono prenderti per scemo, ingenuo, bonaccione, tu curati dell’essenza, curati di cio che sente il tuo cuore, e non dell’apparenza, cioe di come appare il tuo ego. Vuoi l’apparenza perche siamo portati, per cause biologiche, alla necessita di avere un appartenenza sociale. Ma stai tranquillo, nel mondo c’è chi ti comprende.

Perché dovrei sentirmi in colpa se rifiuto il ruolo che tu, dalla tua prospettiva, mi hai assegnato di ricoprire, nel palcoscenico della vita? Perché senti l’esigenza di collocare le persone dove vuoi tu? Perché hai aspettative? Chi sei tu per aspettarti qualcosa dagli altri?

“Più che in un libro, il senso della vita lo trovo in una giostra, ma possono occorrermi diversi libri, o svariate esperienze, per comprendere quanto sacra sia una giostra”

“Prima di essere morali verso gli altri, occorre esserlo verso se stessi. Prima di volere il bene per gli altri, occorre volerlo per se stessi. Si capirà, in fondo, che l’amore è il bene migliore, e che, quindi, il bene per sè, autentico, è un bene anche per gli altri. La moralità senza fini egoici non è altro che una diretta conseguenza di uno stato di benessere interiore. Cerca di fare giustizia su te stesso, cioe renditi felice, e sarai anche giusto verso gli altri, senza sforzo.”

“Talvolta il coraggio consiste nel trasformare una presunta offesa in comprensione estinguendo cosi la fiamma del conflitto”

“Se il libero arbitrio è un’ illusione, giustizia è dare a ciascuno ciò di cui ha bisogno”

“La libertà finisce quando vuoi essere diverso da cio che sei. La liberazione comincia quando vuoi provare cose diverse da quelle che provi sino a sfociare nella pace interiore che deriva dal non voler essere diverso da cio che si è”

“Quando ti abbellisci, c’è una parte di te che imbruttisce. La sensazione di gioia devi inseguire ed essa non deve avere origine da un pensiero sulla situazione. Non sforzarti di abbellirti per creare situazioni dalle quali in seguito troverai soddisfazione e felicità, perchè cio non ti libera”

“Prendi la vita come un gioco, prima che sia essa a dimostrarti che tutto è effimero. Perchè lì il gioco diventerebbe dramma. Perche è dalle delusioni che nascono i mostri. Non illuderti per non deluderti. Se ti illudi sappi che nulla è dovuto ne certo. E va bene cosi ridi lo stesso. Il fine è il vivere. Se ti concentri sul percepire la vita stessa, avrai piu pace, piu gioia. Basta concentrarsi sul percepire e non prendere sul serio cio che si percepisce”

“La differenza tra la psicologia e la filosofia (occidentale od orientale) è che la prima ti aiuta ad ottenere ciò che vuoi. Mentre la seconda ti aiuta quando diventi consapevole che tutto cio che puoi avere non ti renderà mai pieno”

“L’amore nasce quando vedendo, attraverso le lenti della conoscenza, la sofferenza altrui, si smette di considerare l’altro come un potenziale nemico. L’amore è quella cosa che nasce quando un soldato di una trincea riconosce che l’altro soldato sta giocando un ruolo opposto che gli causa però la stessa identica sofferenza. Allora si smette di recitare e si ci abbraccia, e si scopre che l’uno stava non solo tentando di uccidere l’altro, poco prima, ma anche se stesso. Perche l’uomo da solo non è niente. L’amore è come un fuoco che nasce dallo sfregamento di due legni. Siamo dei legni che portano in sè la ricetta dell’amore-fuoco, ma che hanno bisogno l’uno dell’altro per poterla usare.”

“Tieni a mente che i problemi del mondo nascono prima che dall’immoralità, dall’infelicità e, prima ancora di essa, dall’ignoranza degli individui sulle modalita con le qualic gestire il proprio spazio interiore. Se dentro si lascia il caos, questo caos esce dal corpo dell’individuo, dominandolo, e gli farà fare azioni distruttive, cioè violente, (laddove per violenza non si intende quella fisica, ma anche quella verbale, e anche l’assenza di delicatezza) anche all’esterno di esso. E dunque il male nasce interiormente e si ripercuote esteriormente. L’individuo che non sa come badare a se stesso, sconosce l’armonia interiore, questa ignoranza non gli consente di creare, fuori da sè, situazioni di armonia. Perchè proprio non conosce i meccanismi che portano all’armonia, non puo generare armonia. Da qui l’assenza di armonia nel mondo. Tu, se sei forte, insegna, attraverso il tuo essere, il come si genera l’armonia, senza voler attaccare il disordine, in quanto proprio questo farebbe cessare la tua armonia.”

“Dalla comprensione si ha l’amore. Dall’amore si ha la felicità. Dalla felicità si trae la forza per essere etici. Se si è etici senza essere felici, non si è giusti nei propri confronti, e quindi non si è veramente etici”

“Nessuna offesa può colpire chi si ama e si accetta per com’è. L’offesa punta sul rammentare all’altro un difetto. Ma se io accetto e amo il mio difetto, (comprendendo ad esempio che tutti devono per forza averne uno e quindi rassegnandomi all’idea di essere anch’io imperfetto) nessun ricordo di esso può turbarmi. Il turbamento nasce dal fatto che in quel momento ci si ricorda del difetto, che è volutamente nascosto. Se io lo accetto e non faccio finta di non averlo, non posso essere turbato da una critica.”

“Rammenta che se vuoi incutere paura, è perchè tu hai paura. Quindi in questo caso a essere vittime della tua paura siete sia tu che l’altro”

“I meritevoli non hanno meriti, i colpevoli non hanno colpe, e tutti abbiamo lo stesso uguale diritto al ricevere amore. Quando l’Universo, che non è ne buono ne cattivo, ci grazia lo riceviamo e diventiamo a nostra volta amabili e agli occhi degli altri più meritevoli di chi questo amore non lo riceve, ma in verità agli occhi dei presunti colpevoli potrebbero questi meritevoli essere addirittura essi stessi colpevoli di avere ottenuto un qualcosa in più dalla vita”

“<<Tu non sei ciò che dici, ma ciò che fai>> Si può avere un comportamento opposto agli ideali che si propugnano. E questo è l’atteggiamento tipico dei moralisti. E tuttavia può capitare anche l’opposto. Cioè può capitare che una persona propugni idee stupide e assurde e tuttavia poi si comporti in maniera intelligente e rispettosa. Esempio: ci sono persone che predicano il razzismo ma che poi nella vita quotidiana aiutano spesso chi ha bisogno. Osserva e nota se persone che propugnano idee stupide poi nelle azioni in realtà sono intelligenti e rispettose. Se è così, questa comprensione ci serve a non giudicare l’altro per ciò che dice e a capire perchè dice cio che dice”

“Come tu non sei colpevole del fatto di essere piu fortunato di qualcuno, e sicuramente è così, chi è più fortunato di te non è colpevole di esserlo. Quando senti invidia, ed è umano sentirla e spesso è grazie ad essa che abbiamo la spinta a migliorare, rammenta a te stesso le parole che potrebbe dire un senzatetto a Dio riguardo te: <<Oh Dio! Perchè mai io sono così sfortunato e quello no!>> e rifletti sul fatto che tu non hai colpe in questo. E che sciocco sia che quel tale se la prenda con te. Poi usa questa consapevolezza per vederti tu a tua volta come quel mendicante! Cosa dovrebbe fare quel mendicante secondo te? O pacificarsi o agire! Ecco quindi anche tu, pacificati, comprendendo che la fortuna e la sfortuna esistono, perchè esiste il caso, perchè l’universo è neutro, o agisci! Ma se agisci ogni volta per rimediare all’invidia, arriverai prima o poi al punto in cui non ne avrai più bisogno perchè diverrai consapevole che per avere la pace occorre ottenere la capacità di non volere”

“Più la vita ti toglie, più ti costringe ad accettare le piccole cose. Ma più accetti le piccole cose, meno sforzo ti servirà per essere felice, quando dopo la costrizione imposta dalla vita ti sarai pacificato con la situazione meno comoda. Il saggio lo sa, e attende con pazienza che la mente cessi di resistere alla sciagura. In questa consapevolezza stanno la sua calma e il suo ottimismo.”

“La Felicità è un Paracadute che si apre quando ti lanci finalmente nel vuoto”

“L’esistenza non è altro che un gioco nel quale l’unica cosa da prendere sul serio è lo stato di benessere del giocatore e dei giocatori. E’ la transitorietà delle cose a delegittimare l’importanza della vita. Ed è la stessa transitorietà che mi porta ad essere consapevole che l’unica cosa importante è lo stato di benessere di chi osserva questo gioco che si smuove e ci sfugge continuamente. L’unica cosa importante è l’unica cosa che non si muove: il percettore dell’Io. Come sto io, mentre tutto questo sfugge? E come stanno gli altri, mentre tutto questo gli sfugge? Il nostro benessere deve dipendere da un qualcosa che non sfugge, che si capta quando si smette di cercare ciò che fugge. Ciò che non sfugge è l’amore che provo dentro quando indosso le lenti che mi fanno percepire chiaramente la vita nella sua essenza”

“Sono una delle penne con cui dio scrive”

“Sono la matita con la quale dio scrive e la gomma con la quale dio cancella”

“Si tratta di ricercare la comprensione al fine di fare innescare un sentimento religioso che conduca al vivere secondo ragionevolezza e far convergere così il lato razionale e quello emotivo rendendo l’individuo completo nella sua potenzialità”

“La stoltezza nasce da un voler essere amati per ciò che si è indipendentemente da ciò che si fa. È come se lo stolto mettesse alla prova l’altro, vedendo nell’accettazione del suo comportamento stolto l’accettazione del suo essere. La necessità di essere amati incondizionatamente nasce dalla mancanza di amore verso se stessi (non mi amo e voglio che gli altri mi amino per potermi amare). Quindi occorre andare dallo stolto e insegnargli ad amare se stesso, a prescindere, rendendolo così in pace e non desideroso di conflitto. Il conflitto nasce da un voler mettere alla prova il mondo con la necessità di riceverne il perdono e così di essere accettati incondizionatamente (una sorta di capriccio). Lo stolto fondamentalmente non si accetta e vuole che gli altri lo accettino per normalizzare a se stesso i suoi lati negativi. Il sentirsi perdonato o il non sentirsi contraddetto gli da un senso di sollievo (per quanto riguarda il perdono) e sicurezza (per quanto riguarda l’affermazione del potere). Lo stolto tuttavia è consapevole e lo percepisce come stolto e mai come giusto il suo comportamento (e tuttavia a volte puo sentire come giusta la sofferenza che consegue dalle sue azioni, ed entra in una ruota infernale). Cio chiaramente alimenta l’odio che prova per se stesso. La soluzione è andare da lui e insegnargli ad amare se stesso, liberandolo cosi dal bisogno dell’approvazione e cosi anche dalla necessita di agire negativamente per ottenere quell’approvazione incondizionata. In pratica se l’essere umano ama autenticamente se stesso smette di cercare amore dagli altri, anzi è lui stesso a dare amore agli altri, perchè l’amore è un’energia che si crea in conseguenza alla pacificazione col proprio Sè e che si trasmette a tutto cio che vi è intorno. Lo smettere di cercare amore chiaramente azzera i conflitti, perchè essi da questo nascono”

“Talvolta si confonde la bontà con la tendenza alla non reazione ad episodi spiacevoli. Essa non è bonta, bensì solo paura e assenza di coraggio. La bontà è agire in maniera giusta. Ed è agire senza reagire, cioè agire razionalizzando la situazione e cercare di mettere in atto la soluzione ad un problema, anzichè imprecare contro di esso. Un esempio di persona buona è: vedo un ladro che mi ruba, mi faccio restituire la roba e faccio notare a lui stesso come quel rubare turbi il suo animo e come sia sconveniente farlo. Lo posso fare perchè razionalizzando comprendo che quella persona è turbata gia di suo e solo per questo agisce in tale modo. Invece un esempio di bontà non reale è: un ladro mi ruba e lo lascio andare senza far nulla. Si in un certo senso sono buono perchè non aggravo la sua situazione interiore, ma non faccio nulla per migliorare quell’uomo! … E inoltre non è etico perchè se tutti facessimo così cosa come si potrebbe reggere il mondo?”

“La giusta domanda da porsi non è chi sono io, bensi cosa sono io”

“Poichè la vita inevitabilmente si muove, occorre che tu ti muova con essa, e occorre che tu di questo movimento ne faccia una danza. La sofferenza nasce dalla non accettazione del mutamento di qualcosa, e il mutamento nasce da un movimento (o esteriore, o interiore ossia nella mente, che poi da origine ad un mutamento nel comportamento). Quindi per sfuggirla occorre che tu impari a muoverti secondo il ritmo dettato dalla vita”

“Una persona educa nella misura in cui ama, ed una persona ama nella misura in cui conosce”

“Banale: se esiste l’inconscio, non c’è un libero arbitrio, perchè la volontà è forgiata da motivazioni che ti sfuggono, e in quella ignoranza cessa la tua libertà, in quanto l’ignoranza sui meccanismi che ti muovono ti fa percepire chiaramente di non aver controllo sulla situazione. Quindi chi è che ha il controllo su di essa, il destino, il caso, la provvidenza, dio? Uno di loro ma non tu di certo. La natura opera attraverso te, e tu illuso credi di essere piu di cio che sei e cio ti rende perennemente frustrato per colpe che non sono tue ed eccitato, superbo, orgoglioso per meriti che non sono tuoi”

“Bada bene: è più ingenuo vedere la malvagità come colpa da condannare, che il semplice vedere che essa nasce da una debolezza, da comprendere e da colmare. Spesso la persona che sa sempre trovare la colpa e sa sempre definire un colpevole è definita come la più sveglia, in realtà non lo è. E’ solo illusa. Nessuno attaccherebbe personalmente te in quanto te, bensì l’attacco che ti fanno è solo uno strumento attraverso cui sfogano la loro tensione interiore, che ha cause che non ti riguardano affatto! Non sei così importante, oh ingenuo!”

“Il saggio colora”

“Il filosofo appare come il più stupidamente tormentato. In realtà semplicemente è colui che non ignora la sofferenza (a differenza di tutti gli altri esseri umani), che lo lacera, e che cerca di fronteggiarla attraverso l’esercizio della ragione. Esteriormente appare come una persona più sofferente, più stupidamente triste, ai non filosofi. In realtà il fatto è che lui non ignora i problemi che ha. I problemi dell’uomo sono una diretta conseguenza del fatto stesso di esistere, perché l’esistenza intrinsecamente ha in sè il movimento, e il movimento non può non produrre sofferenza. Tutti soffrono, solo che il filosofo lo sa e comprende come la sofferenza non nasca da situazioni transitorie della vita quotidiana, ma che invece nasce dalla natura del mondo (es. dal movimento), e per aspirare alla pacificazione interiore volge la sua attenzione proprio alla fonte della sofferenza. Il volgere l’attenzione verso le fonti delle cose non è causa di sofferenza, anzì è il passo necessario affinché essa sia individuata, compresa nella sua natura per poi riuscire a renderla alleata. Il filosofo cerca un’alleanza con la sofferenza, e dopo un “investimento” iniziale riesce a farsela amica e a non subirla come chi non la vede ne la accoglie ma comunque la sente”

“Siamo specchi attraverso cui dio si osserva nelle sue infinite forme. Quando guardi, quello che vedi è una parte di te. La tua complessità ti fa vedere negli altri le tue numerose sfaccettature, così gli altri non sono altro che specchi. Ma, nota bene, vedi autenticamente l’altro nella misura in cui hai con esso delle cose in comune.”

“Non puoi creare situazioni di giustizia autentica senza esserti prima pacificato con la situazione di ingiustizia da cambiare. Spesso pensiamo che con la repressione del colpevole creiamo giustizia, in realtà non è cosi! Perché? Perché cosa è giusto per l’uomo? Essere felice. Bene! Reprimere il colpevole non rende felice ne me ne il colpevole, semmai la punizione può essere uno strumento rozzo per pacificare le mie parti arrabbiate, ma non è efficace quanto lo è invece cercare la comprensione del gesto ingiusto e mettersi in contatto con chi l’ha compiuto, al fine di guarire insieme ad egli. Questa è la giustizia autentica, perché scioglie l’ingiustizia di fondo che sta nella sofferenza dell’essere che “subisce” e di quello che “aggredisce”. Infatti, chi ha aggredito lo ha fatto perché precedentemente ha subito un’ingiustizia che lo ha reso aggressivo. Dunque una punizione per lui, effettivamente, sarebbe un’ingiustizia sull’ingiustizia. E d’altro canto, chi ha subito l’ingiustizia dall’uomo a sua volta vittima di ingiustizia, ha diritto pure a ricevere giustizia, e la giustizia sta, come ho detto prima, nel comprendere, perché la comprensione è ciò di cui più necessita chi subisce ingiustizia. La punizione come fonte di sollievo è solo un modo sbrigativo, apparente e superficiale di fare giustizia. Con il solo vedere punito il soggetto che ha fatto ingiustizia, chi l’ha subita non trova vero sollievo e vera giustizia. Non guarirà così mai dalle sue ferite, autenticamente. E il sollievo lo si trova solo col dialogo tra vittima e carnefice. Si comprenderà dal dialogo la natura del mondo, si comprenderà come il male è assenza di essere. E cioè di come un essere ridotto all’assenza di amore inevitabilmente e meccanicamente compia del male verso qualcuno. L’amore però si ha dalla conoscenza e dalle relazioni, che dipendono dal caso. Ragionando in questo senso si produce comprensione ed è la consapevolezza che porta alla felicità, e dunque alla giustizia. Perché l’infelicità è semplicemente causata da un’inconsapevolezza di fondo sulle cose che veramente contano e sulle cose che non contano.” (27-05-2020)

“La gente non ti giudica in base a ciò che effettivamente sei, ma in base a ciò che rappresenti per essa. Rammentalo spesso. Ad esempio, un mafioso che giudica un giudice definendolo con brutte espressioni, non è arrabbiato col giudice in sè, bensì la sua rabbia nasce dal pensiero della prigione, che il giudice gli ricorda. Le persone spesso ci trasmettono impressioni che entrano in relazione con la nostra memoria e ci rimandano a determinati pensieri. Se le persone ci rimandano a pensieri negativi, allora le giudichiamo in malo modo. Ma in realtà noi stiamo rispondendo a noi stessi, con quel giudizio negativo. Il mafioso che dice vaffanculo al giudice, in realtà, spesso semplicemente inconsciamente, sta dicendo vaffanculo alla prigione. Il datore di lavoro che ti sgrida, sta dicendo vaffanculo allo stress, e non a te in quanto te. La persona che sparla dell’altra, non sta parlando male dell’altra persona in quanto altra persona, ma sta semplicemente rispondendo alla voce interiore (anche inconsciamente) che le dà un senso di inadeguatezza, il pettegolezzo, infatti, nasce solo in chi ha un senso di inadeguatezza verso qualcuno (e non necessariamente verso la persona “sparlata”). A rafforzare questa tesi c’è il fatto che quando ci innamoriamo, o quando siamo in momenti di gioia, le cose che prima ci turbavano non ci turbano più, e tendiamo a non giudicare. Ciò accade perché essendo paghi di noi stessi non possiamo vedere le nostre frustrazioni e le nostre mancanze attraverso gli altri, e dunque accade che di conseguenza non ci irritiamo. Dunque, come dice Epitteto, la causa dei nostri mali e dei nostri beni sta nei nostri giudizi interiori” (29-05-2020)

“L’amore è il vento prodotto da una ruota che ha capito come funzionare” (25-07-2020)

“Il saggio sa che il male non sta nella freccia, ma nel rapporto di causa-effetto che intercorre tra egli ed essa, per cui esso, andando al nocciolo, si occupa di investire le sue energie per rendersi immune da quel rapporto. Non vedendo nella freccia in sè il problema, egli non ha nemici.”

“L’amore più alto nasce da un desiderio di bellezza. La bellezza è armonia. Cosi quando l’amore si indirizza ad un oggetto, lo rende armonico e dunque funzionale (una cosa funziona quando le parti che ha in sè sono ben incastrate tra loro e dunque sono in armonia). Mentre quando l’amore si indirizza ad un soggetto lo rende armonico e dunque pacificato e dunque bello”

“Buon giorno è più importante di buon capodanno”

“Precisamente perchè la felicità sta nell’armonia, la forza sta nell’assenza di difese”

“L’uomo che ambisce e ostenta non vuol far altro che giustificare a sè stesso la propria solitudine, egli non è capace di relazionarsi e allora trova dentro sè giustificazioni in grado di spiegargli il perchè esso non può stare con gli altri. E pur tuttavia l’ambizioso non può liberarsi dagli altri, poichè ogni persona necessita dell’approvazione sociale, ed ecco che la sua ostentazione non diventa altro che una ricerca di amore e relazione, che non puo ottenere in altri modi perchè essendo privo di fiducia verso gli altri, a causa di traumi, non ha la forza di relazionarsi autenticamente”

“La qualità del sentimento è dettata dalla quantità della comprensione”

“La forza è data dalla pazienza, che è data dalla capacitá di gestire l’emozione, che è data dalla capacitá di imporre il pensiero sulla rappresentazione”

“Il successo nasce da un’ossessione resa utile e necessaria al mondo”

“Frusta genera taglio

Che schizza veleno

Che sollecita la frusta

Che genera taglio

Beato chi é capace il veleno

Lasciando che il tempo colmi il suo taglio”