Devo ricordarmi che la vita è un movimento continuo. L’essenza intima della vita è il movimento.
Non sappiamo se questo movimento sia reale, o se tutto ciò che vediamo mutare muta solo rispetto alla consapevolezza che sottosta alla percezione della realtà. Tutto potrebbe mutare solo relativamente alla percezione. Ossia dovrebbe essere verosimile che tutto cio che muta, muta all’interno della percezione, ma che quest’ultima non muti in se, benche muti il contenuto contenuto in essa.
È indiscutibile che nella nostra percezione il mutamento esista!
Ti invito a guardare il mondo da questa prospettiva.
Guarda il mondo come una rappresentazione di un’energia che scorre e che assume varie forme, senza mai sosta. Osserva la natura e lo vedrai subito. Tutto in movimento, senza un perchè, sempre!
Bene, ora ti invito a ricordare che noi stessi siamo natura. E noi, come essa, mutiamo in continuazione. E senza un perchè reale. Solo che nella nostra concezione non è ben presente questo, e da questa disattenzione nasce la sofferenza.
Cos’è che fa un buddista? Non fa altro che ricordarsi del movimento della vita e cercare di distaccarsi dall’attaccamento alle cose per lui significa avere ben presente che quella cosa è soggetta a mutamento e che se si ci attacca non puo che soffrire. Il problema di questa concezione sta però nel fatto che si finisce per attaccarsi ad altre cose (es. le pratiche meditative) che risolvono il problema solo parzialmente (perchè sono meno soggette al mutamento essendo cose spirituali cioè meno corruttibili dal mondo). Abbiamo comunque la necessità di fonderci con le cose, e quindi di attaccarci.
Solo che c’è un attaccamento saggio che si distingue dall’attaccamento ordinario. L’attaccamento del saggio è profondo e forse piu intenso di quello ordinario, perchè è una sorta di fusione che il saggio adopera con l’oggetto dell’attaccamento, che nasce dalla consapevolezza che vede tutto ciò che esiste come un qualcosa di cui l’uomo deve godere, e allo stesso tempo come un pericolo perchè il godimento tende a farti restare attaccato all’oggetto che causa questa sensazione.
È piu profondo perchè una cosa te la godi di piu quando percepisci il rischio di perderla.
Inoltre…
Se osservi la sofferenza, e ti invito a farlo con i tuoi occhi, puoi vedere che nasce dalla non accettazione del movimento.
Tutte le nostre azioni dipendono da processi biochimici che danno origine ad emozioni,valutazioni, interessi, in via assoluta. Bene, quando cambia qualcosa nei processi che danno funzione al nostro corpo, noi finiamo per cambiare idee, interessi, ecc.
Ora vedi questo: una persona che soffre per una storia d’amore finita. Cos’è successo? Qualche cambiamento nell’organismo di uno dei due partner ha fatto sì che esso/a abbia deciso di lasciare il partner. Cioè un movimento nell’organismo ha prodotto un movimento nella relazione.
Secondo te un adulterio non puo essere causato dal semplice fatto che un organismo ad esempio non si sia saputo adattare ad un incremento di sostanze che aumentano il desiderio sessuale finalizzato alla procreazione utile all’insensata perpetuazione della specie? È tutto un movimento di materia che causa mutamento e movimento nelle relazioni.
È questa spinta, questo mutamento continuo, a rendere il mondo precario. E con esso le relazioni.
La non consapevolezza della necessita di adattarsi agli inevitabili cambiamenti crea ostacoli alla felicità dell’essere. Perchè la felicità non è altro che un senso di armonia col mondo. E tuttavia per essere in armonia occorre danzare. L’attaccamento non ti fa comprendere la necessita della danza ne ti puo fare scoprire la bellezza della danza quando è accettata come inevitabile.
Dobbiamo danzare secondo i ritmi dettati da dio. E saremo sempre gioiosi.
