La felicità dipende dai pensieri che si fanno sul mondo. I pensieri non sono altro che delle lenti costruite dalla ragione per vedere e orientarsi. Queste lenti possono essere modificate, senza entrare in uno stato di relativismo nichilistico e opportunistico, che porterebbero all’apatia e allo smarrimento. Infatti non bisogna concentrarsi solo su stessi, smarrendosi così dentro la propria interiorità, bensì occorre anche aiutare gli altri, quando si è pronti e se la situazione lo richiede, a cambiare il paio di occhiali, ma senza imposizioni e senza il senso del dover agire per forza, che deriva dalla necessità di sentirsi importante e non dalla genuina voglia di aiutare.
A volte occorre rischiarare la mente, e spesso il rischiaramento avviene da parte di altri (dal Socrate di turno, si potrebbe dire). Ricorda sempre e pensa che sei tu a dare potere alle cose che ti fanno soffrire. E questo potere deve essere dissacrato attraverso la consapevolezza sull’essenza delle cose.
Per questo i filosofi riflettono sul banale, per questo farsi una ragione propria è un qualcosa di rivoluzionario, perche la ragione dissacra tutto. Dobbiamo usarla per rendere meno pesante la vita. La ragione serve a concettualizzare la vita, e i concetti ci servono per orientarci meglio.
Quindi, anche se sembra a tratti
opportunistico, per cambiare la vita, occorre cambiare lo sguardo e trovare il proprio significato. Giocando così con essa. Giocando con tutto. Ma stando al contempo attenti allo stato di benessere degli altri, perchè se io sto bene sto bene anzitutto perchè sono libero, dunque devo garantire la libertà a tutti. Il benessere degli altri e il mio sono l’unica cosa “seria”, il resto in quanto mutevole va sì preso seriamente, ma con distacco.
Perchè la sofferenza nasce dal fatto che si prende sul serio il mutevole. Quando ciò che muta si sposta io cado. Se invece attraverso l’esercizio della ragione imparo a vedere il mutevole come tale, imparo a vederlo in maniera giocosa. Non mi faccio illudere. E da questo disincanto poi nasce un incanto che nasce dalla consapevolezza che quella cosa è li e non è per sempre e quindi va goduta come si deve, essendo al tempo stessi pronti a lasciarla andare. Come in un gioco. Te lo godi solo perchè sai che dura poco. Senno lo daresti per scontato e non gli daresti quel significato e valore, perchè il valore dipende dalla disponibilità di una cosa, e quanto piu sono consapevole della brevita con la quale una cosa è presente, tanto piu mi immergo in essa ma senza la pretesa che essa duri.
È un po paradossale.
Articoli per completare il senso del discorso
https://cavalcandounsentiero.wordpress.com/2019/05/12/vita-gioco-e-leggerezza/
