La Felicità è un paracadute causato dal lancio nel vuoto

Piergiorgio, arrivato nel Paese dei grandi Saggi, che si trovava sulle alture, li scorse, scorse i Signori Maestri e felice di potersi finalmente schiarire le idee, chiese loro:

Signori Maestri, dicono che voi siete persone sempre felici, che vivete nell’allegria e nella gioia. Sono qui per imparare.

Uno dei Maestri rispose:

Ragazzo, ascoltami. La felicità sai cos’è? Un Paracadute donato da Dio, se però non ti butti, o se la vita non ti butta, non crei l’occasione per aprirlo. La felicità sai cos’è? Sai chi è che è felice? Chi ha la chiara percezione del drammatico, ed avendo questa percezione, si vede costretto a raggirarla, per non cadere nel baratro più totale. Per questo ti dico: la felicità è un paracadute che ti aiuta ad attraversare il grosso vuoto dell’esistenza. Sin quando ignori il vuoto, soffri. Perché esso, senza che tu te ne accorga, ti chiede di colmarlo con miliardi di desideri. Quando invece lo vedi, e ti ci butti, Dio ti apre il paracadute.

Osservalo il vuoto, non far finta che la tua vita non sia vuota e priva di senso. Che l’esistenza non sia un dramma. Un errore. Non credere a chi ti dice che il mondo sia bello, che sia fatto per noi, eccetera. Ricorda sempre: il libero arbitrio non esiste. L’energia che ci muove non dipende da noi. Quindi tutto ciò che accade non dipende da noi. Quindi l’ingiustizia che subiamo non scaturisce da una nostra colpa. Quindi dipende tutto dalla Fortuna o dalla Sfortuna. Le tue azioni future non dipendono dalla tua volontà attuale, ma dall’energia futura che alimenterà la tua volontà futura. Più drammatico di questo cosa c’è? Per questo noi la vediamo come un gioco, e ridiamo di ogni cosa, perché abbiamo la percezione del bluff che la vita ci fa. E stiamo al suo gioco. Inoltre, se tu conosci la nostra Storia, saprai che noi viviamo quassù in montagna perché i nostri giovani figli, quando escono dalla città, non ci portano con sé, e per questo motivo siamo costretti a restare Qui. E la consapevolezza che il nostro tempo ormai è sullo scadere ci costringe a cercare soluzioni. Ma in realtà non le abbiamo cercate. Semplicemente, arresi al fatto che non abbiamo potere di uscire da qui, e che qui non c’è nulla, da quell’arresa è nata la nostra gioia. Sai cos’è successo in realtà? Questi fatti non hanno dato alle nostre menti motivazioni valide per riempirci di desideri! Ma questo stato di allegria che proviamo non dipende da una nostra virtù! Se avessimo potuto saremmo andati tutti i giorni, come i nostri figli, via da qui, trascorrendo i pomeriggi nei paesi vicini. Eppure… ma guarda! Si potrebbe dire che subiamo ingiustizia dai nostri figli, eppure quest’ingiustizia guarda cosa ci ha portato! L’allegria!

Eh si Giacomino, dici bene [intervenne l’altro saggio]! E che dobbiamo far! Giochiamo a carte, guardiamo lo stato di avanzamento del nido costruito dagli uccelli… ci facciamo i gavettoni come dei ragazzini! E che dobbiamo fare, Giacomino!

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