Non avendo il controllo sui pensieri (decidi tu quale pensiero deve venirti in mente? O i pensieri accadono nella tua coscienza?) non lo hai nemmeno sui ragionamenti. Non avendolo sui ragionamenti, non lo hai sulle decisioni. E dunque non hai arbitrio nelle tue azioni. Quella sensazione d’essere che hai, non ha arbitrio, e tuttavia si crede responsabile.
Ma tu subisci ogni cosa.
Sei su una barca che non puoi controllare. Il corpo è una barca che non puoi controllare.
Quale sarà il tuo prossimo pensiero? E la tua prossima mossa?
Dipende solo ed esclusivamente dalla sorgente che causa i pensieri e gli impulsi, e dunque le intenzioni, i ragionamenti e le azioni.
Il mondo è imprevedibile e ci sfugge.
E noi soffriamo per l’eterna illusione di essere responsabile di cio che accade.
Dovremmo liberarci di questa illusione? Il mondo diventerebbe meno romantico?
Forse potremmo saperlo, comprenderlo e ricordarcelo solo nei momenti necessari. Far finta di avere controllo, ma rammentare, quando l’odio e la frustrazione sono alle porte, di non averlo. E così discolparci. Discolparsi è un diritto.
