Innescare il cambiamento interiore

In un particolare periodo della mia vita sentivo molta sofferenza. Non avevo voglia di far niente. Ero giù e nella mia mente si era innescato un meccanismo che non mi permetteva di riconoscere la sofferenza. Pensavo che la mia condizione fosse determinata dall’oppressione che la società esercitava su di me. Un’oppressione inevitabile e naturale, causata dal modo in cui era organizzato il sistema, causata da un mondo che naturalmente non poteva non manifestare il suo influsso negativo su di me e su ogni essere, data la sua natura.

Il mondo popolato da esseri umani egoisti non poteva che opprimere. L’infelicità così fu accettata dalla mia mente e così ogni speranza di felicità e gioia era sfumata. Pensavo che ogni forma di felicità fosse illusoria, oppure sussisteva grazie ad atteggiamenti immorali.

Se eri felice, eri immorale. O non eri felice.

Eri felice perchè eri carnefice di qualcuno.

La frustrazione era mitigata dalle critiche che ponevo a quasi ogni aspetto del mondo.

Poi arrivò una delle intuizioni più importanti della mia vita.

Successe che accaddero degli eventi che mi resero felice, e mi resi conto che in quei momenti, quand’ero felice, tutti i problemi della società non mi importavano più. Non esistevano più problemi nel mondo. Non esistevano più difetti negli altri.

Capire questo è il primo passo per costruire una vita felice.

Le critiche pressanti e anche superflue non sono altro che una valvola di sfogo utilizzata dalla mente che ha bisogno di trovare fuori da sè il responsabile delle proprie disgrazie.

Tutto questo perchè si ha paura di agire, si ha paura di scoprire se stessi. Non si vogliono vedere le proprie debolezze.

Questo processo di smarrimento, se è lungo e perpetuato nel tempo, può farti innamorare della sofferenza a tal punto che risulta difficile staccarsi da essa. Attenzione!

Il tuo “grado” di felicità si misura dalla pace che riesci ad avere con te stesso e col mondo.

Io ti dico, dunque: perchè ciò che ti turba, ti turba?

Ciò che ti turba, ti infastidisce sempre?

A te turbano certe cose, mentre a certe altre persone, che vivono anche con un senso etico, non turbano, perchè?

Hai notato che molti tra i “buoni” non sono turbati dalla “cattiveria”? Ma se la lasciano scivolare? Perchè non ne sono turbati, se proprio loro potrebbero essere i primi tra i critici?

I problemi che hai sono reali? O esistono solo perchè senti una pressione schiacciante che ti chiede di fare necessariamente delle cose?

È un problema reale essere vergini a 30 anni? O è solo un distacco dalla cultura dominante? Il distacco dalla cultura è un problema?

Perchè lo è?

Quand’è che una cosa diventa un problema?

Qual è lo scopo della vita se non quello di essere felici? A cosa mirano tutte le attività umane? Non mirano alla felicità? E la felicità non puo essere raggiunta in tanti modi diversi che talora possono divergere dalle usanze delle moltitudini?

Se una persona è sciocca, è un problema per te? Perchè lo dovrebbe essere?

Come tratti chi non puo darti niente in cambio? Come tratti chi ti ama incondizionatamente? C’è gente che fa conferenze sulla pace e poi prende a parole la moglie quando rientra a casa. Perchè sa che non occorre faticare per ottenere il suo amore.

Perchè senti il bisogno che il mondo sia diverso da com’è? Reale compassione? Andresti ad aiutare un senza tetto, offre ndogli amore, cibo e affetto, di nascosto e senza dirlo a nessuno? Lo ospiteresti a casa tua? Se no, perchè no? Ti importa veramente della gente?

L’introspezione è il primo passo per accorgersi di sè. Da essa ti scoprirai, scoprirai i tuoi lati deboli, quelli forti e scoprirai la tua immoralità. La tua immoralità! Anche tu sei immorale! A prescindere dal fatto che tu sia felice o no. Questa è la tua salvezza!

Scoprire di essere immorali è un altro passo verso la liberazione. Perchè scoprendoti egoista, come tutti gli altri esseri, non dai alla mente la possibilità di accusare il mondo delle tue disgrazie. Cioè quella vocina non può più dire “io sono buono! Gli altri no! Che ci posso fare! Colpa del mondo è!” . E da lì si innesca il meccanismo. Quando capisci che dipende tutto da te. Che le sofferenze siano causate dalla tua mente. Giochi con i valori e capisci che è il tuo punto di vista ad essere sbagliato. È l’idea di perfezione ad essere errata, se tutti siamo imperfetti.

Non si è magari del tutto egoisti, ma sicuramente non si può vivere senza essere egoisti nei confronti di qualcuno. Il santo è egoista nei confronti del contadino che gli permette di mangiare.

Così va il mondo. Usa la consapevolezza dell’essere sempre vittima e carnefice, accetta questo fatto. Aumenterà il senso di pace. Avrai più compassione e tollererai chi magari ti calpesta.

Siamo fatti così.

Così si inizia a essere felici.

La propria moralità si puo migliorare seguendo successivamente la libertà, cioè il voler far dipendere tutto da se stessi. Quando percepisci in te quella felicità e vuoi mantenerla a tutti costi, cominci a slegarti dai condizionamenti. Cominciare a slegarsi dai condizionamenti significa anche slegarsi dal giudizio degli altri, e questo significa creare pace, perchè se non mi sento minacciato dall’altro, se non sono in tensione con l’altro per un suo potenziale giudizio, sono in pace con egli. Ma questo è un passo che viene dopo.

Per essere felici occorre scoprirsi immorali, ma dalla felicità si ha poi un aumento della moralità. Ma prima scopriti immorale e lavora su te stesso.

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