Guardo questi umani quasi come se io non lo fossi, con dovuto distacco osservo e intuisco la loro misera condizione e capisco che non c’è altro rimedio che quello di guardarli come fossero dei bambini capricciosi da coccolare. Ah questi esseri, non credo che il vanto “ma in fondo è questa l’umanita ed è questo che ci rende speciali!” sia poi così consolatorio, no occorre guardare con i giusti occhi: vi è un inferno che se pero è riconosciuto come tale può trasmutarsi in paradiso.
Il problema sta nel riuscire a vedere che questo è un inferno. Cioè riuscire a capire che ogni persona ha l’inferno dentro ed è quel continuo martellamento che ha in testa a non permetterle di avere la pace che è indispensabile all’uomo per stare bene. Questo turbamento sono le infinite voci che non ti lasciano mai in pace, che ti dicono sempre che non sei capace che non meriti nulla e che si inventano mille falsità che ti creano sofferenza. Queste voci sono la barriera che non lascia la tua essenza libera di essere com’è già. Cioè la tua essenza è gia perfetta, pulita, ma la sporcizia che vi è sopra non le dà pace, la tortura.
Dal libro di Brian Weiss “Molte vite molti maestri” :

Il continuo martellamento interiore di cui gli uomini soffrono lo vedo cosi: hai presente quando hai sonno e c’è un rumore continuo che non ti fa dormire? Quanta irritazione nasce in te rispetto al tutto? Non ti senti torturare? E che sensazione provi quando esso finisce?
Quando quel martellamento finisce inizia il paradiso…
Il paradiso e l’inferno si trovano nello stesso luogo, la Terra, che in sé è neutro.
Il corpo sembra come una gabbia infernale dove l’anima è rinchiusa per imparare a sopportare e superare tutti gli ostacoli da esso creati. Siamo qui per imparare. E se non dovesse essere cosi, cioè se non ci fosse alcun fine deterministico, possiamo prendere la vita come una sfida e metterci in gioco per imparare, ugualmente.
NB: so che queste considerazioni non sono poi così complesse, bensì banali, ed infatti proprio da questo nasce la tragicità della condizione umana: non riusciamo ad applicare la banalità. Puoi dire: “si è facile a parole… vabe dicono tutti la stessa cosa. Che bisognerebbe la pace! Ma poi?” e secondo me è proprio questo il punto: abbiamo da tempo immemore capito la soluzione ai mali ma è cosi faticoso il percorso verso di essa che facciamo finta che non sia possibile e guardiamo ad altre soluzioni che poi quando ci dimostrano la loro non funzionalità ci danno ancora piu turbamento. È la pace tra gli uomini che ci vuole nel mondo ed il primo passo sta nel comprendere profondamente che ogni uomo agisce in maniera negativa per ignoranza. Dobbiamo, non senza studi profondi, riuscire a vederlo e dobbiamo trasformare solo noi stessi. “Ama e fai cio che vuoi” è un pensiero banale perche è valido, riconosciuto universalmente da tutti… ma allora perche nessuno di noi ci riesce? Perche crediamo che gli altri ci odino, ma gli altri sono solo vittime dei martellamenti che hanno in testa e devono trovare nemici grazie ai quali giustificare a se stessi la propria sofferenza.