Ognuno di noi ha bisogno di un’altra persona, pochi sono coloro che non si circondano di altre persone, che non si trovano inseriti in un gruppo di amici.
Il gruppo di amici è lo Stato, noi soli (o quasi tutti noi) non riusciamo a vivere, e così creiamo un’intesa con altre persone, volendo con loro condividere la vita. Siccome l’uomo da sè non può procurarsi tutte le materie prime, eccetera, allora si accorda con altri uomini e si organizza in istituzioni, eccetera, tutto il sistema.
Quando ci leghiamo a degli amici dobbiamo limitare di un qualcosa la nostra libertà, poiché tutti siamo diversi e abbiamo esigenze diverse. E ci sta bene, perché in fondo cosa vale la libertà, se non si è felici?
Quando ci leghiamo allo Stato, acquisiamo diritti ma anche doveri, e tuttavia ci sta bene, perché io svolgo un dovere e un altro ne svolge un altro per me. Se dovessi svincolarmi dallo Stato, fra l’altro, avrei più doveri perché dovrei provvedere a tutto io.
Questa è la logica di fondo.
C’è un’altra questione però, su cui riflettere molto. Questa logica, del compromesso, vale solo se per tutte le persone la felicità sta nel raggiungimento di quella meta prefissata! Il fine ultimo deve essere la felicità, di tutti coloro che fanno parte del gioco! Il ragionamento per cui si ci trova nello Stato e si accettano le sue regole vale sino a quando tutte le persone che hanno deciso di aderirvi lo hanno fatto per loro volontà.
Dopo questa breve premessa, con la volontà di lasciare una domanda a chi legge, senza volergli dare una risposta, propongo questo video e una serie di immagini, dai quali ognuno trarrà le sue conclusioni 🙂
Qual è, dunque, la nostra posizione rispetto al mondo?
















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