Qualche appunto sulla condizione umana

La condizione in cui l’uomo vive è incredibilmente alienante a causa dell’assenza di dio nel suo cuore. L’uomo nasce fragile, disorientato, si trova in un pianeta, in un pezzo di terra, e non sa cosa fare. Al bambino vengono impartite delle istruzioni su come vivere che egli recepisce per vere, data la sua condizione pura assorbe ogni cosa. Quando cresce comincia a capire che quelle verità ricevute entrano in contrasto con la sua vita. Comincia a sentire sentimenti per una persona che non è il suo partner, e si sente in colpa, il senso di colpa poi da origine ad un conflitto che può manifestarsi di più interiormente o esteriormente. L’adolescente comincia a chiedersi “perché?”. L’adolescente è in crisi perché si sta demistificando la realtà che aveva creduto reale! Usciamo un po da questo, e cominciamo questo ragionamento: ormai sappiamo benissimo dalle scienze che la verità non esiste, ogni persona, vede la realtà mediante il filtro di cui è disposta! (filtro costituito da: esperienze di vita, che danno origine a convinzioni limitanti, caratteristiche biologiche, tipo di intelligenza, contesto sociale, situazione affettiva, ecc) . I valori impartiti come se fossero un assoluto cominciano a entrare in contrasto con la realtà dei fatti. Se posso innamorarmi di una persona che non è la mia ragazza, vuol dire che la natura permette questo. Se mi viene insegnato di no, mi stanno educando contro-natura. Ecco, questo è il conflitto di cui sono vittime gli adolescenti. Tutti gli assoluti manifestano la loro relatività! E l’unica cosa assoluta, nel mondo, è che tutto è relativo! Infatti se non è piu la Chiesa a guidare, adesso sono dei valori a farlo. L’uomo crea degli strumenti, le idee, mediante dei filtri che rendono questi necessariamente limitati, e poi pensa bene di assolutizzarli. Questa è follia, cioè è alienazione! Questo vale per tutto. In guerra un omicidio non è considerato deviante, perché? Perchè anche questo, anche se è veramente dura da accettare, è relativo. In natura infatti succede che dalla morte di una cosa si ha la vita di un’altra cosa. Questo non vuol dire che possiamo ammazzare, proprio perché tutto è relativo, è relativo anche questo pensiero che sto esprimendo. Voglio trasmettere dei concetti.

Questa esigenza di valori assoluti deriva dalla mancanza di dio nel cuore delle persone. Perché se le persone (vedasi il pensiero taoista) trovassero il dio in loro, la scintilla divina in loro, non si curerebbero di molte cose. Riflettici… Quando sei felice, pensi ai problemi del mondo? Quando sei felice, ti va di nuocere agli altri? Oppure vuoi condividere la tua gioia? E cosa è dio se non la scintilla divina che troviamo in noi? (leggasi lo gnosticismo)

E se le persone trovassero la loro scintilla, avremmo bisogno delle leggi (che sono assoluti di cui si ha bisogno per mantenere coesa la societa)?

Se non ci hai mai riflettuto… quando sperimenterai uno stato di gioia.. Quando sarai in vacanza, o quando avrai ricevuto un regalo, un qualcosa di molto bello… apri Facebook e leggi di quelli che si lamentino.. e prova a percepire se in cuor tuo senti che “queste cose sono da frustrati!”

Io ho percepito questo, in momenti di felicità dopo mesi di buio, e da lì mi sono reso conto di molte cose. Io non volevo cambiare il mondo. Io ero in conflitto col mondo perché pensavo che fosse esso la causa dei miei mali, e quando tuttavia la vita mi ha presentato situazioni belle non mi sono più sentito in contrasto con essa e quindi… In base a cosa mi offriva il mondo, io giudicavo il mondo! Quindi tutto nasceva da me! Dalla mia situazione! Perché, infatti, i mistici, ci invitano ad accettare ogni cosa, ad essere grati? Per farci servi del sistema o per renderci appacificati e felici? ……… Io ho realizzato questo!

Ho fatto uno sbalzo, dall’adolescente in crisi all’assenza della scintilla divina in noi, ma se rifletti bene c’è un collegamento. Perché l’adolescente in crisi è quello che è in conflitto col mondo perché il mondo si rivela diverso dall’Assoluto (siamo tutti belli e buoni) a lui prefigurato in età infantile. Ogni assoluto è smontato, nasce l’esigenza di dio. Ora l’adolescente questo dio puo trovarlo dentro di sè, oppure dentro un’idea, o dentro un lavoro, cioè dentro uno status sociale. Giacchè le idee non possono essere del tutto vere e valide del tutto (perché la realtà è osservata mediante un filtro), esso dovrà lottare per mantenerle, perché non può permettere che l’assoluto sul quale si regge venga smontato. Dovrà separarsi da tutte le persone che non credono nel suo dio. Se si attacca ad uno status sociale, oltre ad essere un alienato, dovrà faticare e dipendere dagli altri.

La soluzione sta nel trovare l’Assoluto dentro di sè… (ma è sempre relativo al mio filtro questo mio pensiero, ci sono tante persone che senza questo sono felici e gioiose… ma non la maggior parte).

Dopo tutto questo discorso… vi rinvio a questo: https://wordpress.com/read/blogs/134414578/posts/123

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