Gli esseri umani sono unici, ed è per la loro unicità che si differenziano nelle intelligenze. Con la Teoria delle Intelligenze Multiple di Gardner si comprende che non esistono persone di Serie A e di Serie B, che non può essere la laurea la misura del valore di una persona, tanto meno la cultura acquisita. Il valore di una persona lo si misura dalla qualità di ciò che trasmette agli altri. Cioè in base alla qualità delle cose che mi offri io giudico quanto tu vali per me.
Dunque, se non è una laurea, una conoscenza, un valore, cosa può offrire l’intellettuale alla società?
Anzitutto l’intellettuale deve essere cosciente che si trova in una posizione privilegiata rispetto a chi ogni giorno fatica con sudore per la sopravvivenza. Ed è proprio chi fatica con la propria pelle che permette all’intellettuale di non preoccuparsi troppo dei mezzi di sussistenza e quindi di poter usare la mente per le attività che lo aggradano.
L’intellettuale cosciente è grato di ciò, e, attraverso lo stesso processo, permette a chi si occupa dei mezzi di sussistenza di avere accesso alle sue “scoperte”.
Un vero e proprio scambio di risorse ottenute, gli intellettuali e i lavoratori si completano tra loro, offrendo ognuno una preziosità. Tuttavia questo accadrebbe in una società egualitaria, non in quella odierna. Oggi molti intellettuali, e molti di quelli che lavorano con la mente, sembra che vengano meno a questo principio di cooperazione, approfittando della vulnerabilità (o ignoranza) di chi non ha il tempo per occuparsi di questioni di intelletto. In pratica chi nasce con un’intelligenza di tipo pratico è sventurato rispetto a chi sa usare bene la mente più che il corpo.
L’intellettuale di valore è legittimato nel non lavorare stressando e degradando il corpo solo perché ha la precisa funzione di lavorare con la mente progettando idee, soluzioni, programmi tesi al miglioramento delle condizioni esistenziali di tutti.
L’intellettuale di valore è colui che aiuta le persone nella ricerca della felicità, nella disillusione, nella comprensione delle cose importanti della vita, nella diffusione di pratiche di consapevolezza, l’intellettuale deve raffinare l’animo delle persone. Se l’intellettuale non si occupa di questo, non è più legittimato nel non lavorare per i mezzi di sussistenza.
